There is a time to be thankful

Semplicemente,  quest’anno sono grata per:

  • vivere in un Paese dove nonostante tutto si celebra una festa come Thanksgiving,  svincolata da qualunque religione o nazionalità. Tutti la festeggiano allo stesso modo. Pure i vegani che alla fine si sono inventati il Tofurkey per la cena del Ringraziamento
  • essere riuscita a rimanere a casa per 12 settimane dal lavoro per la nascita di mia figlia senza perdere nessuna busta paga
  • aver avuto la possibilità di riconoscere la mia vecchiaia andando, durante la maternità, al supermercato il lunedì mattina circondata da soli pensionati e senza code alla cassa. E scoprire che bastava quello per rendermi felice
  • aver ricevuto il sorprendente e immeritato dono di un figlio e aver capito perché mia mamma ha sempre detto che noi siamo la cosa più importante per lei
  • aver imparato la differenza tra pannolini ecologici pocket, all in one, ibridi, tutti i metodi di lavaggio e sbiancamento possibili e immaginabili, i porta baby stile wrapping, ring sling, mesh, half buckle, i tiralatte manuali, automatici, la haakaa, le buste Kiinde, quelle Medela e Lansinoh. In pratica ho imparato un’altra lingua ma la posso parlare solo con mamme di altri neonati
  • aver passato gli ultimi giorni a casa in maternità in compagnia di mia sorella, che vedo due volte all’anno ma con cui sembra sempre di non essere mai state distanti
  • avere sempre avuto una famiglia. Non importa come, quanto grande, quanto ricca, o quanto simpatica. Ne ho sempre avuta una attorno, e questo è sufficiente per dire Grazie.

Happy Thanksgiving ya’ll!

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