Mamme e pandemie

Le razzie al supermercato delle scorse settimane hanno fatto molto parlare, soprattutto per quanto riguarda la corsa alla carta igienica qui negli Stati Uniti. Commenti e battutte a parte, una serie di altri prodotti è risultata introvabile o difficilmente reperibile. Come ad esempio il mangime per i cani; per qualche strana ragione qualcuno deve aver pensato che l’appetito del proprio amico a quattro zampe sarebbe aumentato per via della quarantena, e il mio account Chewy ci ha messo 8 giorni ad effettuare la spedizione del nostro ordine, invece dei soliti 2 giorni. Ora nei negozi hanno stabilito un massimo acquistabile per famiglia per articoli a ruba come le uova o la carta igienica (non serve un modulo di autocertificazione ,qui ci si fida del buon senso delle persone).

Un altro articolo che sembra abbia mandato nel panico sono stati i pannolini. Al supermercato non ho notato scaffali vuoti in quel reparto, ma a quanto pare molte famiglie hanno fatto man bassa anche di questi articoli, lasciandon altre mamme nei guai. In alcuni casi il problema è serio perché alcune famiglie hanno avuto problemi a reperire la formula, per poter dar da mangiare al proprio bambino. In barba alla spesa da panico, io almeno il problema dei pannolini non ho dovuto affrontarlo perché uso i pannolini lavabili.

Ho sentito parlare per la prima volta di pannolini lavabili 5 anni fa. Non ne conoscevo l’esistenza e il concetto mi sembrava assurdo. Oggi l’idea di usare dei pannolini di carta usa e getta mi sa del ridicolo e sono davvero contenta di aver fatto questa scelta. Durante la gravidanza mi sono documentata approfonditamente, ho letto della spesa media per i pannolino usa e getta, della longevità dei pannolini in discarica e ho iniziato a considerare seriamente l’idea di optare per quelli lavabili. Ora, la letteratura online su questo argomento e’ vasta, le scuole di pensiero parecchie e ci si addentra in territori a rischio, tra filosofie rigorissime a proposito di lavaggi e modalita’ d’uso. Io alla fine ho deciso di provare, e per il momento, questi sono i miei commenti.

I pannolini lavabili non fanno ne piu’ ne meno schifo di quelli usa e getta. Parliamoci chiaro: sempre sulle chiappe del bambino vanno a finire, quindi su nessuno dei due ci si aspetta di trovarci le rose. Per quanto ovvio, molte delle reazioni di chi sente parlare per la prima volta di pannolini lavabili e’ “che schifo, ma poi con la cacca come fai?”. Quando il bambino sporca il pannolino, si pulisce il bambino sotto l’acqua corrente e/o con le salviettine. Se usi il pannolino usa a getta lo arrotoli e lo butti nella pattumiera, se usi il pannolino lavabile lo arrotoli e lo metti nel bidone dei pannolini da lavare. Io uso Ubbi, che e’ di alluminio e non di plastica cosi’ non assorbe gli odori, e uso un sacco lavabile e impermeabile. Quando e’ il momento di lavare, butto tutto, sacco incluso, in lavatrice.

Di pannolini lavabile esistono mille modelli, marche e materiali. Esistono quelli piegabili (ciripa’ e pre-fold), quelli pocket, gli All In 2, e gli All in 1. Esistono i materiali assorbenti in microfibra, in cotone, in canapa, gli strati di pile, le chiusure a bottoni e quelle in velcro. Per una carrellata con descrizioni semplici, veloci, pro e contro, questo sito in italiano e’ molto utile. Io, per farmi un’idea dele varie opzioni e capire quali funzionano meglio per noi, ne ho comprati un bel po’ di modelli diversi usati sul marketplace di Facebook. Idem per circa 4 wetbag da usare se siamo in giro o dai nonni e al nido.
Per il momento noi usiamo prevalentemente pannolini pocket dove la parte direttamente a contatto con la pelle del bambino e’ in pile, cosi’ resta asciutta e non si inzuppa. Gli inserti che usiamo sono in microfibra, o in canapa. Ne ho solo un paio di cotone. Se il vantaggio di quelli in microfibra e’ che asciugano molto in fretta una volta lavati, il contro e’ che si impregnano molto piu’ facilmente dell’ammoniaca e devono essere “depurati” piu’ spesso degli altri. Assorbenti in canapa e in cotone, invece, asciugano un pochino piu’ lentamente, ma io li preferisco. Con i pannolini pocket, si inserisce nella tasca (pocket) la parte assorbente e si indossa il pannolino come si fa con quelli usa e getta.
La seconda tipologia da noi piu’ gettonata sono gli All In 1: la parte assorbente e’ attaccata direttamente alla mutandina, ma si usano esattamente come gli altri o, effettivamente, come quelli usa e getta.
Quando il bambino passa dalla dieta di solo latte ai cibi solidi, si possono usare dei veli (liners) che si inseriscono nel pannolino e che rendono piu’ semplice la rimozione della cacca. Alcuni possono essere buttati direttamente nel WC, altri invece vano gettati nella spazzatura – esattamente come fareste con il pannolino usa e getta sporco. Io uso questi che sono ipoallergenici.

Non faccio la talebana che mette al bando del tutto i pannolini usa e getta. Se andiamo via per il weekend – quando mai finira’ questa pandemia – uso i classici pannolini di carta. Idem se dobbiamo stare in giro tutto il giorno o se andiamo a stare a casa di amici o parenti per qualche giorno. Ho usato unicamente i pannolini usa e getta nei primi due mesi di vita di mia figlia: spendere soldi per comprare panolini lavabili taglia neonati e’ inutile, ed inoltre dovendone cambiare 10-12 al giorno, ci sarebbe una lavatrice al giorno extra da fare. E nelle prime settimane post parto la lavatrice e’ l’ultimo dei tuoi pensieri.
Tuttavia, usare i pannolini lavabili e’ diventato assolutamente naturale per me, e psanre di usare tutti i giorni quelli di carta, sarebbe come usare tutti i giorni i paitti e le posate di plastica per colazione, pranzo e cena. Perche’ devo buttare tutto via, ricomprarli e creare un sacco di spazzatura quando ho un elettrodomestico in casa che me li lava?

La parola d’ordine con i pannolini lavabili e’ Cura. Se non li si lava e utilizza scrupolosamente, si rovinano, la parti interne possono perdere il potere assorbente e quelle esterne possono perdere il potere impermeabile e a quel punto il vostro piccolo investimento e’ stato sprecato. Io li lavo ogni 2-3 giorni usando il ciclo Sanitary della mia lavatrice: prevede un lavaggio a 60 gradi, un risciacquo con acqua tiepida, e un extra risciacquo. Inoltre io aggiungo la modalita’ Water Plus, che utilizza una quantita’ maggiore d’acqua. Meglio vengono sciacquati, e piu’ verranno puliti e potrete continuare ad usarli.
Io li lavo con un detersivo in polvere senza profumazioni ne’ altri additivi, e un cucchiaino di bicarbonato.
A volte li passo anche nell’asciugatrice per un ciclo a bassa temperatura, per non rovinarli ma per avviare l’asciugatura ed averli pronti prima. Se possibile, li stendo al sole, che si rivela lo sbiancante migliore del mondo.
Una volta ogni 2 mesi ci circa faccio un ciclo di depurazione degli assorbenti che a lungo andare possono trattenere l’ammoniaca della pipi’ e rischiano di diventare puzzolenti: ci sono mille filosofie anche su questo tema, qulle pro e quello contro l’uso della candeggina. Io ho per ora solo usato un goccio di Dawn (detersivo per piatti) e tanti risciacqui in acqua.

In ultimo, la parte piu’ bella di questi pannolini e’ che ne esistono di mille colori e mille stampe. Io mi sono divertita a comprarli – ripeto, tutti di seconda mano ma in ottime condizioni – e mi diverto a sceglierli quando li usiamo. Li uso per ora da circa 6 mesi e non se ne e’ rovinato o macchiato nemmeno uno.
Intanto, coronavirus o no, noi di rimanere a corto di pannolini non dobbiamo preoccuparci.

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