Basta poco

Basta un cambio di direttive dalla CDC (Center for Disease Control) e dalla scorsa settimana al supermercato tutti hanno la mascherina. Fino a due settimane fa circa di mascherine qui se ne vedevano davvero poche. C’era anche un forte invito alla popolazione a lasciare mascherine ed altri presidi al personale medico-sanitario per evitare di mettere in pericolo medici ed infermieri. Quando invece il 3 aprile la CDC h la informato che ci si è resi conto che gli asintomatici possono trasmettere il virus anche solo parlando, ecco piovere tutorial su come creare a casa mascherine in tessuto che, tutto sommato, sono meglio di niente. E nei luoghi pubblici al chiuso, ora tutti col volto coperto.

Da domani, 20 aprile 2020, sarà obbligatorio nello stato del Connecticut indossare una mascherina protettiva o coprirsi naso e bocca nei luoggi pubblici. Meglio tardi che mai.

Nel nostro stato l’ordine di chiusura delle attività non essenziali e di social distancing è in vigore dal 23 marzo. Io però ero a casa già dalla settimana precedente, la stessa in cui le scuole hanno chiuso. Pochi giorni fa il nostro governatore ha annunciato che la chiusura si protrarrà fino al 20 maggio. In alcuni stati e’ gia’ stato comunicato ufficialmente che le scuole termineranno l’anno scolastico in modalita’ online, e vari eventi per i mesi di maggio, giugno e luglio sono stati annullati.

In questo nuovo stile di vita a cui piano piano ci stiamo tutti – pericolosamente – abituando, basta poco per cambiare l’andamento di una giornata. Un sacco di cuori sono spuntati sulle finestre di tantissime case, con messaggi di ringraziamento per coloro che sono al lavoro in questi giorni. Tra i tanti: personale medico, impiegati dei supermercati, postini e corrieri, personale di ambulanze, soccorso stradale e trasporti di beni di consumo. Tra le varie figure che vengono ringraziate da bambini e genitori ci sono anche gli insegnanti. Qui da noi tutte le scuole elementari hanno organizzato su giorni diversi delle “carovane” di macchine di insegnanti e staff che hanno attraversato le strade della citta’ passando davanti alle case dei loro studenti e scambiandosi auguri e messaggi di incoraggiamento dalla finestre e dai finestrini. Il nuovo server mi sta complicando un po’ la vita e non mi consente di inserire fotografie come faccio di solito, ma Instagram ci verrà in aiuto per oggi.

E poi arrivano le feste di Pasqua. E bastano un menu’ diverso e piu’ ricco, dei regali e delle sorprese per i bambini, magari anche una sbirciatina al messaggio del Papa o qualche altro invito alla preghiera online, per segnare un giorno di festa. Per non parlare, ovviamente, delle centinaia di videochiamate o videoconferenze con parenti, amici, zii e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Magari, ci si mette anche Bocelli che canta Amazing Grace su una Piazza Duomo deserta. E ti scende la lacrimuccia, e pensi che basta poco per cambiare una giornata in quarantena, perche’ quella persona che hai li’ con te o che ti manca, e’ quello che conta davvero. Dopo la salute.

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