Scadenze

“Tutto inizia con un ritardo, e da quel momento sarai in ritardo per qualsiasi cosa.”

Tutto vero. Quella storia che dai neogenitori non puoi aspettarti nessuna puntualità è proprio vera. Chi può prevedere un vomito improvviso, un pianto inaspettato per richiesta di poppata o l’esondazione di un pannolino sporco? Ecco perché se hai un appuntamento con un adulto con bambini piccoli, preparati ad essere flessibile.

Mio marito è sempre stato in ritardo, figurati adesso che abbiamo una neonata di 4 settimane. Per lo meno nessuno si sorprende del nostro essere ritardatari incalliti. Essere in ritardo a me ha sempre dato fastidio. Figuratevi che sono addirittura nata il giorno esatto in cui mia mamma aveva la scadenza. La nostra bambina, invece, della scadenza se ne è fregata. Se ne è fregata anche di tutti i nostri progetti attorno al termine della gravidanza, che prevedevano di finire tutti i lavori di rifacimento della casa entro il giorno in cui sarebbe arrivata.

È nata 5 giorni prima del termine, facendo iniziare il mio travaglio lo stesso giorno in cui, dopo la visita medica e l’assenza di qualsiasi contrazione, il mio medico mi aveva fissato un’ecografia per controllare che il bambino non fosse troppo piccolo. E invece no, dopo 15 ore di travaglio -iniziato tra l’altro al lavoro senza che me ne accorgessi – ho finalmente ceduto all’epidurale (premio Nobel per chi l’ha inventata!) ed è nata lei, coi suoi 3,4 kg.

E lì è iniziata la vita da mamma.

Mamma????????

A quanto pare sì. Ma a parte il sonno ridotto e il fatto che tenere in vita questa creaturina ora sia la priorità assoluta, per ora il tutto è abbastanza semplice. In fondo si tratta solo di dare da mangiare, pulire e fare dormire. Mica male. Chi ha bambini piccoli e dice che questo è come un lavoro a tempo pieno,  però, non mi trova affatto d’accordo. Innanzitutto ditemi che lavoro a tempo pieno avevate prima di avere figli. Se il vostro lavoro prevedeva coccolare un bambino piccolo, fargli foto e farlo addormentare, allora ok. Ma altrimenti spiegatemi il paragone. Che un bambino ti tenga impegnata full time, siamo d’accordo.  Ma vuoi mettere una vita senza capo, senza riunioni più o meno inutili, senza presentazioni, senza pendolarismo,  senza scadenze? Accudire un mini umano col cranio ancora non saldato, senza denti, battito cardiaco accelerato, inesistente forza nel collo e zero coordinazione e zero controllo del sistema nervoso (in pratica un piccolo alieno) allora è il lavoro a tempo pieno più bello del mondo! Ma smettetela di chiamarlo lavoro.

Il lavoro vero, piuttosto, è quello che fai per metterlo al mondo questo piccolo alieno. Dopo la gravidanza e il parto sì che vuoi più bene a tua mamma. E al tuo corpo, qualsiasi siano i segni che questo bambino ha lasciato su di te. Tornerà mai come prima? Forse. Forse no. Basta non mettersi nessuna nuova scadenza per lo meno in questo momento magico e nuovo che chiamano il quarto trimestre.

Finito quello, io rientrerò al lavoro e allora sì che si potrà,  o dovrà,  parlare ancora di scadenze: quelle in ufficio, quelle per i pagamenti del nido, quella di una bottiglia stappata di vino o di quel sushi che ora posso tornare a godermi.

Leave a Reply